Recensione: Gli effetti collaterali dell’amore, Anna Nicoletto;

 

Titolo: Gli effetti collaterali dell’amore
Autore: Anna Nicoletto
Editore: Self
Modalità di acquisto: Amazon | Spotify
Trama:  Caterina Marte ha una vita all’apparenza perfetta.
Ma oltre la patina dorata, sotto la facciata spensierata, si nasconde una ragazza sola che ha trasformato le proprie fragilità e le carenze della propria famiglia nella forza per andare avanti.
Il prezzo? Solo uno: James.
Sfrontato, carismatico, appassionato.
L’unico ragazzo che era stato capace di rubarle il cuore.
Quando un importante ingaggio la porta da Milano all’assolata Los Angeles, Caterina non ha alcuna intenzione di imbattersi nel suo ex, né James intende rivedere la ragazza che era entrata come un tornado nella sua routine. Eppure una serie di circostanze scombina i piani di entrambi, costringendoli a un’improvvisa vicinanza e a un tuffo in apnea nella profondità dei ricordi.
Se rivederlo è come aprire una ferita suturata male, scoprire che il suo sentimento per James non è mutato è anche peggio, perché lui ormai sembra averla completamente dimenticata…
È vero che il tempo guarisce tutto, oppure ci sono cicatrici destinate a restare indelebili? E quanto a lungo possono durare gli effetti collaterali dell’amore?

Romanzo autoconclusivo.

❝ Innamorarsi è un po’ come metterci nella stessa stanza e sperare che non ci saltiamo addosso, in un senso o nell’altro. È l’effetto collaterale, ci viene naturale e pazienza se nessuno dei due ha trovato un rimedio.❞

 

Prima ancora di iniziare la recensione, vorrei ringraziare Anna per questo romanzo. Mi ha aiutata molto in un periodo poco felice e ha inercato un processo di riflessione personale, soprattutto grazie al messaggio del “mai arrendersi” in quanto la vita ha grandi progetti per noi.

“Gli effetti collaterali dell’amore” è una storia affascinante, sconvolgente, appassionante e mai banale. Una lezione di vita mascherata da romanzo, con una sana dose di ottimismo mischiato a pessimismo e insicurezze che attanagliano ognuno di noi, chi più chi meno.

La particolarità di questo romanzo sta nell’andare a ritroso, parte dalla fine per arrivare a un nuovo finale. Racconta la travolgente e romantica storia tra Caterina Marte, una ragazza piena di tanti sogni quanto cinismo, e James Thomas, un ragazzo all’apparenza normale che si porta sulle spalle un grande bagaglio.
I due si incontrano a Los Angeles ed è anche la città che segna la loro storia. Una storia con un finale che lascia il segno su entrambi i protagonisti, soprattutto su Caterina. Lei infatti decide di stare lontano dalla città che tanto adora, ma un’opportunità imperdibile la obbliga a tornarci.

“Non si dice no a Vogue America.”

Tornando però non immagina neanche di dover scavare nel passato e soprattutto cambiare il proprio futuro e tutto per un ragazzo che non riesce a cancellare dai suoi pensieri e soprattutto dal suo cuore.

La fotografia, essendo ciò che gli legava nel passato , è anche ciò che continua a riunirgli.

“In quel momento capisco che l’amore non muore.
Anche quello che finisce si incaglia dentro di noi, da qualche parte.
A volte resta sepolto per sempre, a volte ritorna in superficie.
Il nostro non è più invisibile.
Esiste.”

Caterina Marte: donna indipendente, forte e capace di capovolgere la sua vita in un batter d’occhio senza mai voltarsi indietro. Accetta ciò che le viene offerto dalla vita e lavora duramente per mostrare la vita spensierata che le sue followers vedono sul blog, “Cate from the world”.

“In fin dei conti, non sai mai come qualcuno può essere salvato finché non succede.”

James Thomas: emblema del tipico ragazzo americano: gentile, carismatico, dolce e pieno di soprese. Si vede proiettare addosso i sogni del padre, ma la vita gli riserva grandi soprese. Ed essendo un ragazzo che non ha paura dei propri sentimenti, che anzi li valorizza, si vede protagonista delle paure più grandi e della battaglia interiore di una Cate che li ha sempre evitati.

“Noi non siamo uno dei tanti inizi che muoiono, Cate. “

L’ambientazione di questo romanzo è soprattutto Los Angeles, soleggiata e descritta come la città delle meraviglie e dei miracoli, e la proiezione di un’Europa grigia, tra una Milano burocratica e una Berlino imbalsamata.

Anna Nicoletto è sempre una garanzia e anche con questo romanzo non ha deluso le sue lettrici.

Con uno stile impeccabile, Anna è riuscita a catturare la mia attenzione fin dalle prime parole:

“È Vogue America, Cate.
Non si dice no a Vogue America.
-Non si dice no a Vogue America.
Appunto.”

E sono rimasta incantata fino all’ultima frase:

“Sì, Tommaso. Ne vale assolutamente la pena. Fino all’ultimo effetto collaterale.

Se volete riflettere su voi stessi, le vostre scelte, paure e insicurezze e in quel stesso momento leggere un romanzo passionale e fluido, “Gli effetti collaterali dell’amore” e Anna Nicoletto non devono mancare nella vostra libreria personale.

Autrice:

Anna Nicoletto vive a Padova con il marito e due figli. Quando non scrive, si dive tra i libri, la pizza e le maratone delle serie tv in lingua originale. Dopo il successo di “Gli effetti collaterali delle fiabe” , inizialmente auto-pubblicato su Amazon e successivamente con Piemme Editore,  ha deciso di pubblicare anche “Gli effetti collaterali dell’amore” e “Gli effetti collaterali del Natale” e chissa ancora quanti “effetti collaterali” ci attendono ancora (io personalmente spero tanti).

Ratting:  5

With love,
Diana
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Recensione: Viola e Verde, Pamela Della Mina

 

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Titolo: Viola e Verde
Autore: Pamela Della Mina
Editore: Antonio Tombolini Editore
Modalità di acquisto: 
Amazon | IBS | Antonio Tombolini
Trama: Futura ha vent’anni, parla poco e osserva molto, affacciandosi al mondo da dietro i suoi occhi viola e verdi. Conserva le emozioni ben schedate in un archivio, nell’armadio di fianco al letto. Le ha messe in ordine alfabetico, ma solo per il gusto di aprirle a caso. Intrappolata in una relazione insana, si logora e crogiola nel dolore, vittima di una dipendenza affettiva dalla quale sembra non vedere né volere vie di scampo. Come si può desiderare l’amore se non si sa riconoscerlo? Saranno le amiche d’infanzia a spronarla a reagire e rituffarsi nella vita, dopo alcuni timidi tentativi di farla finita. Viola e verde è un racconto di rabbia indomabile e amore inevitabile, dal finale a sorpresa, ambientato in una grigia Milano annoiata. Un incantesimo che fa rimbalzare il lettore tra i propri estremi, in un percorso a ostacoli verso l’accettazione di se stessi, una vita a due colori, a più velocità. Che sia per tutti una bicromia da esprimere come sinfonia e non come assoli stonati. O forse no.

 

❝Voglio esprimere la mia (in)sana follia, come sinfonia e non più come assoli stonati.
[…]
Una vita a due colori, a più velocità.❞

Prima ancora d’iniziare con una reale descrizione del libro vorrei ringraziare di cuore l’autrice, Pamela Della Mina, per questo capolavoro e per averci permesso di sbirciare nel suo mondo.

Come iniziare… Questo libro può essere comparato solo alle montagne russe. Ti porta da un estremo all’altro con un’eleganza e fluidità sconvolgente, non per niente le emozioni sono le protagoniste.

Il libro intende raccontare la vita, per niente semplice, della coraggiosa Futura. La ragazza non ha mai capito il nome datole dalla madre insieme ad una promessa: “sono sicura che quando inizierà a capirci qualcosa le piacerà da matti”. Intrappolata in una relazione tossica e logorante, riesce a ritrovare e riscoprire se stessa. Chiunque abbia mai detto o pensato che dal dolore non si possa imparare niente, non ha mai attraversato un periodo come quello di Futura, la protagonista, o di altre innumerevoli protagoniste di storie altrettanto difficili. Caso mai ti ritrovassi in queste mie parole ti consiglio di leggere questo romanzo e accettare le risposte che ti dà.

Futura: Un’adolescenza segnata da perdite e svariate difficoltà, con un aspetto molto particolare. Futura, avendo gli occhi di due colori differenti, viola e verde, riceve molte attenzioni non sempre desiderate e accettate. Lei prende spesso l’abitudine di rifugiarsi nelle sue emozioni, accuratamente arrangiate nel suo armadio viola, in quanto per lei è questo il loro colore come d’altronde ogni cosa o persona a il suo.

“Ho sempre creduto che le emozioni fossero viola e anche io, d’altronde, mi sento decisamente viola: noiosa e pessimista. Se mi concentro un attimo posso vedere il colore di ogni cosa e persona.
Giada è senza dubbio verde: forte, positiva e brillante.
Diana è rosso fuoco.
Sara è blu.”

La vita della protagonista è riempita dalla sua arte (pittura e scrittura) e dalle tre inseparabili amiche: Giada, Diana e Sara.

Giada è l’anticonformista piena di vita che va sempre controcorrente.

“Ho sempre avuto un odio verso il concetto di normalità […]”

Diana è uno spirito libero, libera nella vita e anche con le emozioni.

“Preferisco le mie reazioni piuttosto che non reagire affatto.”

Sara è l’amica superficiale che cerca di compensare i vuoti spirituali con le cose materiali.

“L’arte della persuasione femminile è un superpotere che sfrutto senza problemi.”

L’ambientazione di questa intrecciata storia è una Milano grigia e annoiata, ma per essere più precisi la residenza della protagonista è Nuova Milanese.

Con il suo stile impeccabile e una storia travolgente, Pamela Della Mina ci lascia sbirciare in un mondo dove ogni emozione ha il suo colore. Qui loro sono le padrone indiscusse, accolte e venerate nelle loro più svariate sfaccettature.

Spero che questa meraviglia della letteratura italiana vi lasci un seme da coltivare e crescere nel tempo, perché io l’ho ricevuto e intendo averne la massima cura, in quanto prezioso.
Nel caso in cui abbiate in mente un romanzo leggero e senza ripercussioni sulla vostra coscienza, allora vi sconsiglio di leggere questo libro. Al contrario se sentite di aver bisogno di riflettere e analizzare non solo il mondo, ma anche voi stessi, allora questo libro è perfetto per la vostra anima irrequieta.
Non vi prometto la pace, ma vi prometto comprensione e nuove domande a cui troverete le risposte voi stessi.Autrice:

Pamela Della Mina nasce in Brianza nel mezzo del decennio più policromatico del secolo scorso. Frequenta l’Universidad Politècnica de Valencia e l’Università degli Studi di Milano, laureandosi in Chimica Applicata e Ambientale. Collabora come ricercatrice a progetti in cambo biomedico e tecnologico.

Ratting:  5+

With love,

Diana
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