Recensione: Viola e Verde, Pamela Della Mina

 

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Titolo: Viola e Verde
Autore: Pamela Della Mina
Editore: Antonio Tombolini Editore
Modalità di acquisto: 
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Trama: Futura ha vent’anni, parla poco e osserva molto, affacciandosi al mondo da dietro i suoi occhi viola e verdi. Conserva le emozioni ben schedate in un archivio, nell’armadio di fianco al letto. Le ha messe in ordine alfabetico, ma solo per il gusto di aprirle a caso. Intrappolata in una relazione insana, si logora e crogiola nel dolore, vittima di una dipendenza affettiva dalla quale sembra non vedere né volere vie di scampo. Come si può desiderare l’amore se non si sa riconoscerlo? Saranno le amiche d’infanzia a spronarla a reagire e rituffarsi nella vita, dopo alcuni timidi tentativi di farla finita. Viola e verde è un racconto di rabbia indomabile e amore inevitabile, dal finale a sorpresa, ambientato in una grigia Milano annoiata. Un incantesimo che fa rimbalzare il lettore tra i propri estremi, in un percorso a ostacoli verso l’accettazione di se stessi, una vita a due colori, a più velocità. Che sia per tutti una bicromia da esprimere come sinfonia e non come assoli stonati. O forse no.

 

❝Voglio esprimere la mia (in)sana follia, come sinfonia e non più come assoli stonati.
[…]
Una vita a due colori, a più velocità.❞

Prima ancora d’iniziare con una reale descrizione del libro vorrei ringraziare di cuore l’autrice, Pamela Della Mina, per questo capolavoro e per averci permesso di sbirciare nel suo mondo.

Come iniziare… Questo libro può essere comparato solo alle montagne russe. Ti porta da un estremo all’altro con un’eleganza e fluidità sconvolgente, non per niente le emozioni sono le protagoniste.

Il libro intende raccontare la vita, per niente semplice, della coraggiosa Futura. La ragazza non ha mai capito il nome datole dalla madre insieme ad una promessa: “sono sicura che quando inizierà a capirci qualcosa le piacerà da matti”. Intrappolata in una relazione tossica e logorante, riesce a ritrovare e riscoprire se stessa. Chiunque abbia mai detto o pensato che dal dolore non si possa imparare niente, non ha mai attraversato un periodo come quello di Futura, la protagonista, o di altre innumerevoli protagoniste di storie altrettanto difficili. Caso mai ti ritrovassi in queste mie parole ti consiglio di leggere questo romanzo e accettare le risposte che ti dà.

Futura: Un’adolescenza segnata da perdite e svariate difficoltà, con un aspetto molto particolare. Futura, avendo gli occhi di due colori differenti, viola e verde, riceve molte attenzioni non sempre desiderate e accettate. Lei prende spesso l’abitudine di rifugiarsi nelle sue emozioni, accuratamente arrangiate nel suo armadio viola, in quanto per lei è questo il loro colore come d’altronde ogni cosa o persona a il suo.

“Ho sempre creduto che le emozioni fossero viola e anche io, d’altronde, mi sento decisamente viola: noiosa e pessimista. Se mi concentro un attimo posso vedere il colore di ogni cosa e persona.
Giada è senza dubbio verde: forte, positiva e brillante.
Diana è rosso fuoco.
Sara è blu.”

La vita della protagonista è riempita dalla sua arte (pittura e scrittura) e dalle tre inseparabili amiche: Giada, Diana e Sara.

Giada è l’anticonformista piena di vita che va sempre controcorrente.

“Ho sempre avuto un odio verso il concetto di normalità […]”

Diana è uno spirito libero, libera nella vita e anche con le emozioni.

“Preferisco le mie reazioni piuttosto che non reagire affatto.”

Sara è l’amica superficiale che cerca di compensare i vuoti spirituali con le cose materiali.

“L’arte della persuasione femminile è un superpotere che sfrutto senza problemi.”

L’ambientazione di questa intrecciata storia è una Milano grigia e annoiata, ma per essere più precisi la residenza della protagonista è Nuova Milanese.

Con il suo stile impeccabile e una storia travolgente, Pamela Della Mina ci lascia sbirciare in un mondo dove ogni emozione ha il suo colore. Qui loro sono le padrone indiscusse, accolte e venerate nelle loro più svariate sfaccettature.

Spero che questa meraviglia della letteratura italiana vi lasci un seme da coltivare e crescere nel tempo, perché io l’ho ricevuto e intendo averne la massima cura, in quanto prezioso.
Nel caso in cui abbiate in mente un romanzo leggero e senza ripercussioni sulla vostra coscienza, allora vi sconsiglio di leggere questo libro. Al contrario se sentite di aver bisogno di riflettere e analizzare non solo il mondo, ma anche voi stessi, allora questo libro è perfetto per la vostra anima irrequieta.
Non vi prometto la pace, ma vi prometto comprensione e nuove domande a cui troverete le risposte voi stessi.Autrice:

Pamela Della Mina nasce in Brianza nel mezzo del decennio più policromatico del secolo scorso. Frequenta l’Universidad Politècnica de Valencia e l’Università degli Studi di Milano, laureandosi in Chimica Applicata e Ambientale. Collabora come ricercatrice a progetti in cambo biomedico e tecnologico.

Ratting:  5+

With love,

Diana
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